MOSTRA PERSONALE A ROMA  - PRESSI PIAZZA DI SPAGNA -DAL 7 AL 18 FEBBRAIO 2005

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Una pittura che nulla concede alle seduzioni naturalistiche, a esteriori edonismi, alla presa diretta di uno scontato  “au plein – air “. Una pittura, per contro, “costruita “ pennellata dopo pennellata in obbedienza al dettato di una emozione, di un sentimento, di uno stato d’ animo. Una pittura ,dunque,  che acquisisce un carattere di necessità. In effetti Ena Villani è dotata di una vigilanza critica non meno sicura della capacità di identificarsi in quella specifica proposta del reale in grado di sollecitare il suo scatto creativo. …

……Il linguaggio di Ena Villani – il linguaggio, soprattutto , della  sua maturità – si esclude ad ogni contaminazione provinciale, ad ogni condizionamento delle cosiddette scuole locali.

Una lezione morale prima che estetica, che ella ha ricevuto innanzi tutto dal padre Gennaro Villani, il quale, pur avendo operato in una Napoli costretta in limiti culturali angusti e in tempi poco propizi alle istanze di rinnovamento, seppe differenziarsi dai più in forza del dialogo che mantenne con l’Europa.

Lezione morale, ripeto , e non rapporto di dipendenza, meno ancora di sudditanza ,come attesta del resto la netta diversità del linguaggio stesso.

Che poi Ena Villani sia artista complessa sia a livello di interessi culturali, sia a livello di motivazioni ispirative, lo dimostrano  anche le sue liriche, una produzione per certi versi segreta che tuttavia è auspicabile venga un giorno edita: integrerà l’opera pittorica riflettendone l’umanissima nervatura. Ma già l’opera pittorica ci avverte di una presenza di precisi contorni.

 

CARLO MUNARI, 1985

 

 

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