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Recensione Maurizio Vitiello (presto disponibile) Il
riaffermare, nel tempo, il valore di un amore per le arti figurative come
espressione del bello è per questi "figli d'arte"un omaggio dovuto.
Presenze quindi che nei loro percorsi evolutivi hanno avuto la costante volontà
di "mettersi alla pari", a volte, superare quella prima " genesi
" ispiratrice di un interesse verso queste creatività. L'
essere "figli d'arte" è stato nel tempo, in molti esempi, una
fastidiosa eredità che pesa: ma per questi che oggi il "Diapason" ci
propone non è altro che una riaffermazione, un rinnovarsi per ognuno di essi,
nei confronti sia di quell'amore per il gusto, che per le sapienti modulazioni
delle forme e del colore. Queste, sempre legandosi a quelle eredità raccolte,
si rigenerano in una proposizione di volontà nuova; come affermazione dell'arte
per l'arte che non si lascia uniformare alle mistificazioni. Qui,
tra queste opere, non vi è asilo per fughe evanescenti. Ognuno di loro infatti.
"anotomizzando" le proprie storie di apprendimenti
"familiari", compone ed offre all'analisi, il proprio giuoco
cromatico, delineato, visibile; determinando in sintesi, quell'amore per il
bello, che tanti hanno avuto ed avranno l'opportunità d'osservare. Gesti
pittorici pregnati da radici profonde, mai nati per caso. AURELIO
DE ROSE
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